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TI SENTI SEMPRE PIÙ SPENTO?

6 giorni fa
Tempo di lettura: 2 min

Lo so. Arrivi a sera e non ne puoi più.

Hai passato la giornata a correre, pensare, risolvere, rispondere, preoccuparti, cercare di stare dietro a tutto. E quando finalmente avresti un momento per te, l’unica cosa che riesci a fare è buttarti sul divano. Accendi Netflix. Prendi il telefono. Scrolli senza nemmeno sapere cosa stai guardando, non perché ti interessi davvero, ma perché per qualche minuto non vuoi più pensare.

A volte sei talmente stanco che persino cinque minuti in silenzio sembrano troppo.

Meditare? Figurati.

Leggere quel libro che avevi iniziato mesi fa? Troppa fatica.

Fare quella cosa che una volta ti piaceva? Domani.

E così passa un altro giorno. Poi un’altra settimana. Poi qualche mese.

A un certo punto ti accorgi che le cose che una volta ti facevano stare bene non le fai praticamente più.

Ti piaceva leggere. Ti piaceva stare nella natura. Ti piaceva creare. Ti piaceva dedicarti a qualcosa che fosse soltanto tuo. Una volta trovavi persino il tempo per fermarti, respirare, meditare, ascoltarti.

Quando hai smesso?

Perché qui nasce il problema: più sei spento, meno fai ciò che ti accende.

E meno fai ciò che ti accende, più ti spegni.

Intanto fuori aumenta tutto: rumore, problemi, preoccupazioni, informazioni, notifiche, richieste, paura.

Dal punto di vista energetico più sei stanco, confuso e scollegato da te stesso, più diventa facile perdere presenza, disperdere energia, aprire spazio a interferenze e automatismi che ti consumano ancora di più.

Ti svegli già stanco. La mente continua a girare ma fai fatica a concentrarti. Il tempo vola e hai la sensazione di non vivere davvero niente. Ecco perché cerchi qualcosa che ti anestetizzi abbastanza da arrivare a sera.

Il problema non è Netflix, non è il telefono, non sono i social. Il problema è quando non riesci più a scegliere altro. Quando tutto ciò che potrebbe farti stare meglio ti sembra troppo faticoso persino da iniziare.

È lì che devi interrompere il meccanismo.

Non rivoluzionando la tua vita, facendo una sola cosa. Cinque minuti.

Una passeggiata. Una canzone ascoltata davvero. Dieci pagine di quel libro. Un bagno. Una meditazione.

Qualcosa che non serva a produrre, risolvere o sopravvivere. Qualcosa che serva soltanto a ricordarti che sei ancora qui.

Per questo ti lascio una meditazione gratuita.

Non devi essere bravo. Non devi capire niente. Non devi raggiungere nessuno stato particolare.

Metti le cuffie e prenditi qualche minuto.

Non quando avrai tempo, adesso.

Ricordati che a volte non devi aspettare di stare meglio per ricominciare a vivere, devi solo fare una piccola cosa che rompa l’automatismo per riuscire a ricominciare.


Lorena Laurenti

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