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100x0 FA SEMPRE 0

Quanto fa 100 × 0?

Zero.

Quanto fa 2.500 × 0?

Zero.

Quanto fa 10.000 × 0?

Sempre zero.

Non importa quanto sia grande il primo numero, se dall’altra parte c’è zero, il risultato sarà sempre zero. Questa cosa, nella spiritualità, la gente non la vuole capire.


Oggi gran parte della spiritualità viene vissuta come consumo: vado a farmi una seduta, vado a farmi riequilibrare, vado a farmi una lettura, vado a farmi purificare, vado a farmi recuperare l’anima, vado ad ascoltare una meditazione.

Io vado, l’altro fa.

Ricevo, e poi torno alla mia vita esattamente come prima. Dopo un po’ dico: “Mah, sì, carino. Però non mi ha cambiato niente”.

Ma tu cosa hai cambiato?

Prendiamo una seduta energetica qualsiasi, per esempio una seduta di Reiki, di riequilibrio o di pulizia. Ti stendi sul lettino. L’operatore lavora. Se è bravo, pulito e sa quello che sta facendo, magari esci davvero più leggero, più centrato, più in asse. Ti senti così per un giorno, forse due. Tre, se ti va bene. Poi, piano piano, torni nel solito casino.

Perché? Perché hai portato zero nel lavoro successivo. Non hai cambiato niente. Non hai osservato i tuoi schemi, non hai modificato il tuo modo di pensare, non hai smesso di alimentare ciò che ti sporca né hai continuato a purificarti. Non hai guardato che cosa c’era sotto e non hai cambiato le dinamiche che ti riportano sempre nello stesso punto. Hai ricevuto una sistemata, però non hai iniziato un lavoro.

Una sistemata, senza lavoro, dura poco.

Vale anche per le letture. Tarocchi, registri, carte evolutive, Human Design, astrologia, letture energetiche, analisi spirituali, chiamale come vuoi.

Vai lì, ascolti, ti riconosci, ti commuovi. Dici: “È tutto vero” o “sì, devo proprio cambiare questa cosa” o ancora “adesso ho capito”.

Poi chiudi la chiamata, chiudi il quaderno, chiudi la pagina, torni nel tuo brodo e non cambi niente.

Dopo un mese dici: “Ho fatto quella lettura, sì, interessante, però alla fine non è cambiato nulla”. La colpa diventa dell’operatore.

Esattamente, cosa hai fatto con quello che hai ricevuto?

Perché una lettura non è una bacchetta magica. Una seduta non è una trasfusione di evoluzione. Una meditazione non è un elettrodomestico che accendi mentre tu resti assente. Un percorso spirituale non è un prodotto da consumare come una serie Netflix.

Se io porto il mio 100%, ma tu porti zero, il risultato resta zero.

Non perché io non sia capace o perché il mio lavoro non sia potente. Per matematica.

Questa cosa vale in qualunque campo.

Vai dal personal trainer perché vuoi stare meglio fisicamente, ti dà esercizi, ti segue, ti corregge, ti spiega. Poi torni a casa e non fai niente. Risultato? Zero.

Vai dal fisioterapista perché hai un problema, ti tratta, ti dà esercizi da fare a casa, ti spiega come muoverti. Poi non fai gli esercizi, non cambi postura, non ascolti nessuna indicazione. Risultato nel tempo? Zero.

Vai dal dietologo perché vuoi dimagrire o migliorare la tua salute. Ti dà un piano, ti spiega cosa mangiare, ti dà una direzione. Poi torni a casa, continui a mangiare merendine, non cambi abitudini e ti lamenti perché non perdi un grammo. Risultato? Zero.

Però quando si parla di spiritualità, improvvisamente questa logica scompare. Lì tutti vorrebbero il miracolo.

“Lorena, purificami.”

“Lorena, recuperami l’anima.”

“Lorena, liberami.”

“Lorena, dimmi cosa devo fare.”

“Lorena, controllami il campo.”

“Lorena, sistemami.”

Io posso anche farlo. Se il tuo caso lo permette, posso recuperarti l’anima. Posso ripulirti, riequilibrarti, vedere dove sei agganciato, lavorare sul tuo campo, portarti strumenti, dirti con molta precisione che cosa sta succedendo. Ma poi? Se tu non fai niente, quanto dura?

Te lo dico con molta chiarezza, e specifico anche la data perché non siamo più energeticamente dove eravamo due anni fa.

Siamo a luglio 2026. In questo momento, sulla Terra, il livello di interferenza, parassitaggio, agganci, pressione, manipolazione e richiamo verso il basso è molto più forte di prima. Quindi oggi, se io ti ripulisco ma tu non sei in grado di sostenere quella pulizia, non hai presenza, non hai forza, non hai costanza, non hai strumenti, non hai responsabilità, non hai un minimo di lavoro quotidiano, sai cosa succede?

Nel giro di ventiquattro ore, a volte anche meno, rischi di tornare quasi al punto di partenza.

Soprattutto se parliamo di anima, parassitaggio, adduzioni, agganci pesanti, entità, forme pensiero, patti, contratti e tutto quello che oggi si riattacca con una velocità indecente.

Magari il riequilibrio ti dura qualche giorno in più. Magari ti senti meglio per un po’. Magari respiri, dormi meglio, senti un’apertura, ma se tu non sostieni quel movimento, il sistema torna dove sa stare perché il tuo campo conosce quella configurazione. La tua mente conosce quella configurazione. Le tue abitudini sono create su quella configurazione. E le entità sfruttano esattamente quella configurazione con i suoi mille buchi.

Gli automatismi restano lì. Inerzia, aggancio, mancanza di presenza. Non hai ancora la forza per restare in uno stato diverso... e quella io non posso dartela.

Per questo mi rifiuto di fare certi lavori quando li vogliono i clienti. Non faccio recuperi, purificazioni o analisi profonde solo perché qualcuno me le chiede, le faccio quando ha senso farle.

Quando la persona è pronta.

Quando può sostenerle.

Quando c’è una struttura minima.

Quando non sto semplicemente andando a fare un intervento potente su un campo che dopo poche ore si farà rimangiare uguale a prima.

Certo, potrei fregarmene.

Potrei dire: “Sì, ovvio che ti purifico”.

“Sì, certo, ti recupero l’anima.”

“Sì, garantito, ti libero da tutto.”

“Sì, ovvio, facciamo il lavoro che vuoi tu.”

Mi paghi. Io faccio. Poi quello che succede dopo sono problemi tuoi.

Molti fanno così. Io no.

Non sono capace di prendere per il culo la gente in questo modo.

Se una cosa non si può fare, non la faccio.

Se non è il momento giusto, non la faccio.

Se non può portare un risultato sostenibile, non la vendo come soluzione definitiva.

Se tu vuoi un lavoro che il tuo campo non è in grado di reggere, te lo dico. E sì, probabilmente questo è uno dei motivi per cui non ho ancora la villa con piscina. Se vendessi tutto a chiunque, senza farmi domande, senza valutare se la persona può sostenere davvero il lavoro, senza preoccuparmi di ciò che accade dopo, senza scrupoli, guadagnerei molto di più.

Ma non sarei più io.

Un sacco di volte persone vicine mi hanno detto “ma cavolo, fallo, che te ne frega?”

Sì, potrei vendere fumo, commercio spirituale, ma credo che ce ne sia già abbastanza nel mondo olistico.


In conclusione, io posso portare la mia parte, ma non posso portare anche la tua.

Posso darti 100: posso esserci, posso vedere, posso leggere, posso spiegare, posso ripulire quando serve, posso creare strumenti, posso costruire percorsi, posso accompagnarti, però non posso fare il lavoro interiore al posto tuo. Non posso restare sveglia al posto tuo durante una meditazione, non posso assimilare né osservare gli automatismi al posto tuo. Non posso impedirti di tornare ogni giorno nelle stesse dinamiche né liberarti da una gabbia che continui a difendere con tutte le tue forze.

Il lavoro spirituale non è consumo. Non basta dire “mi risuona”, commuoversi, capire mentalmente.

Serve fare qualcosa con quello che hai ricevuto.

Servono presenza, responsabilità, costanza e disponibilità a cambiare davvero.

È necessario anche il coraggio di vedere che spesso non è lo strumento a non funzionare, sei tu che lo stai usando come spettatore.

Da spettatore non si evolve nessuno.

Puoi anche avere davanti uno strumento potentissimo, ma se porti zero, il risultato sarà zero.

Se invece porti anche solo un dieci, qualcosa comincia a muoversi.

Un dieci di presenza, sincerità, costanza, coraggio, volontà reale. Non serve essere perfetti.

Serve esserci.

Quando tu cominci a portare qualcosa, anche poco, il lavoro può agganciarsi a qualcosa di vivo.

Allora una meditazione non è più un audio che ascolti, diventa una soglia.

Una lettura non è più una cosa interessante da sentire, diventa uno specchio.

Una purificazione non è più una sistemata temporanea, diventa una routine quotidiana.

Un codice non è più un oggetto energetico da guardare sperando che faccia tutto da solo, diventa uno strumento che impari a usare.

Lì sì, qualcosa cambia, ma finché resti seduto ad aspettare che qualcun altro ti sistemi la vita, l’anima, il campo, la mente, il destino e magari pure la cena, non stai facendo un percorso spirituale, stai consumando spiritualità.

E il consumo spirituale può anche farti stare meglio per un attimo, ma alla fine non ti libera, ti rende dipendente.

La vera spiritualità, invece, ti dà gli strumenti per essere libero.


Lorena Laurenti


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