top of page

ANIMA ANTICA STO CAZZO


Di’ la verità, anche tu, almeno una volta, ti sei chiesta: “Sono un’anima antica”?

Magari perché ti senti diversa, perché non ti sei mai sentita davvero “di questo mondo”. Forse perché ami la solitudine o perché hai ricordi strani, percezioni, nostalgia di qualcosa che non sai spiegare.

Aspetta, indovino: ti hanno detto che eri una sacerdotessa egizia, una pleiadiana in missione, una guaritrice atlantidea o una fiamma glitterata mandata sulla Terra per salvare l’umanità!

Che meraviglia.

Peccato che, nella maggior parte dei casi, ti abbiano raccontato un sacco di fregnacce.


Oggi online funziona così: se sei sensibile, se soffri, se ti senti fuori posto, se preferisci gli animali alle persone, se ti emozioni davanti alla luna o se non sopporti le discoteche, allora sei sicuramente un’anima antica.

No.

Potresti essere un’anima antica davvero o un’anima giovane o una neo-anima. Oppure sei proprio nata senz’anima ma hai una coscienza molto più evoluta di chi si crede l’oracolo di Sirio.

Sentirsi diversi non basta.

Ho fatto una classificazione molto generale delle anime: neo-anime, anime bambine, anime giovani, anime mature, anime antiche e anime primordiali.

Una neo-anima ha pochissime esperienze. Un’anima bambina magari qualche decina. Un’anima antica, invece, non è “una che ha fatto dieci vite sulla Terra e quindi si sente stanca”. Sticazzi. Un’anima antica ha attraversato milioni, a volte centinaia di milioni di esperienze. Ha vissuto livelli diversissimi, mondi densi, mondi sottili, materia pesante, materia leggera, ruoli, forme, cadute, sistemi, guerre, legami, morti, rinascite. Non è una targhetta carina da mettere nella bio.

E soprattutto: anima antica non significa anima evoluta.

Questa è una delle fregnacce più grosse. L’anima non evolve come un personaggio di un videogioco che parte dal livello uno, supera i mostri, sblocca la veste bianca e alla fine torna alla Fonte con la musichetta celestiale. L’anima è pura energia che sperimenta.

Ciò che evolve è la coscienza.

Puoi avere un’anima antichissima e una coscienza addormentata, manipolata, bloccata, traumatizzata o praticamente parcheggiata in doppia fila dal Medioevo cosmico.

Oppure al contrario avere un’anima giovanissima, o persino non averla, ma con una coscienza splendida, presente, aperta, generosa, connessa alla vita, alla natura, agli altri.

Non importa quanto sei antica, importa quanto sei cosciente.


Altra fregnaccia: “L’anima parte dai mondi più bassi, poi sale sempre più in alto, poi torna alla Fonte”.

No. L’anima non fa una sola esperienza alla volta, ordinata e lineare, come se fosse in coda alle poste dell’evoluzione. L’anima può sperimentare più livelli contemporaneamente, in più piani, in più forme, in più densità. I cosiddetti “gemelli d’anima”, che non c’entrano niente con la favoletta romantica delle fiamme gemelle, sono parti della stessa anima che fanno esperienze diverse. Proprio per questo, nella normalità, non te li ritrovi sullo stesso pianeta a fare aperitivo con te. Non avrebbe senso a livello evolutivo. Il legame di fiamma gemella invece è un semplice contratto… ma di questo ho già parlato tante volte.

L’anima vuole esplorare più possibilità, non mandare due pezzi nello stesso condominio terrestre solo perché tu possa scrivere “finalmente ti ho ritrovato” sotto un reel.


Poi c’è il grande capolavoro della spiritualità da discount: “Se sei qui oggi sulla Terra, hai una missione”.

Anche qui: calma. Se sei qui oggi, in questa fase del ciclo terrestre dove la presenza animica sulla Terra è agli sgoccioli, probabilmente c’è una ragione, ma non significa per forza che tu abbia scelto consapevolmente di incarnarti per portare luce, amore e unicorni quantici.

Alcune anime hanno scelto davvero.

Alcune hanno una missione reale.

Molte altre sono state ingannate, mandate, costrette, resettate, riciclate.

Usate da popoli, entità, sistemi e strutture che ti raccontano “hai una missione”, mentre in realtà ti stanno solo tenendo dentro il gioco. E qui ci mettiamo la gran parte di quelli che nella bio scrivono “sono uno starseed”.

Se sei stato resettato, addotto, parassitato, usato o riciclato, ho una notizia poco instagrammabile: probabilmente non sei così sveglio come credi.

Magari senti attrazione per certi argomenti spirituali, hai nostalgia delle stelle, ti commuovi quando qualcuno ti dice “cara anima antica”, però questo non significa che tu abbia percezioni pulite.

Anzi, il contrario.

Se la pineale è “spenta” la percezione è bloccata. La memoria può essere limitata, il campo manipolato e la coscienza sepolta sotto una montagna di programmi. Quindi arrivi nella spiritualità piena di fame, dolore e bisogno di senso, e trovi qualcuno che ti dice: “Sei speciale, sei antica, sei qui per salvare il mondo, ti senti diversa perché sei troppo evoluta…” E quanto ti piace sentirlo!

Tesoro, non è così. Magari ti senti diversa perché sei traumatizzata, ami la solitudine perché non ti fidi più di nessuno, preferisci gli animali alle persone perché le persone ti hanno fatto male. Forse ti senti fuori posto perché non sei presente nel corpo o hai nostalgia di casa perché qui non hai mai imparato ad abitarti davvero.

Smettiamola di chiamare saggezza tutto ciò che è dolore con una veste spirituale addosso.

Una coscienza antica può essere profonda, certo. Può portare memoria, può avere percezioni, intuizioni, ricordi, connessioni importanti. Ma può anche essere piena di traumi antichissimi, patti, guerre, prigioni, manipolazioni, vite vissute in schiavitù, blocchi e programmi che ancora oggi la tengono inchiodata.

Avere vissuto tanto non significa avere capito tanto, e soprattutto non significa essere migliori.

La domanda “sono un’anima antica?” spesso è solo un altro modo elegante per non fare la domanda vera: quanto è evoluta la mia coscienza oggi?

Perché è lì che ti giochi tutto.

Non nell’etichetta, non nel colore dell’anima, non nel fatto che forse eri in Egitto, Atlantide o su una nave stellare con le tende di lino.

Ti giochi tutto nella coscienza che porti adesso nella tua vita.

E guarda, oggi sono generosa e ti do anche la stilettata finale: prima di preoccuparti di quanto sia antica la tua anima, forse dovresti chiederti se la tua anima è davvero con te.

Perché magari è stata presa, addotta, frammentata, ingabbiata, resettata. O forse si è solo rotta le palle di restare in un’incarnazione in cui il picco di spiritualità è il test per capire “che anima sei” su Facebook. E magari quello che senti è solo un distorsore piazzato ad arte.

Già, potresti essere prigioniera da anni e stai ancora cercando di capire se sei un’anima antica perché ami i gatti, il silenzio e i tramonti.

Capisci il problema?

Smettila di classificare la tua anima in base a un tempo che, a livello cosmico, nemmeno esiste.

Smettila di cercare medaglie spirituali.

Smettila di chiederti se sei antica, giovane, stellare, egizia, atlantidea o edizione limitata con copertina rigida e bollino “approved” del pavone galattico.

Torna presente.

Recupera la tua anima.

Ripulisci il campo.

Guarda i traumi.

Smetti di farti usare.

E soprattutto fai evolvere la tua coscienza.

Perché non ti salva sapere quanto sei antica, ti salva quello che fai adesso con la coscienza che hai.


Lorena Laurenti


Ps. Se vuoi anche tu il post “Pleiadiani, cacca!”, scrivilo nei commenti!

bottom of page