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PLEIADIANI, IL POPOLO DEGLI ORRORI


Quando ho deciso di scrivere questo post, pensavo di farlo con la mia solita ironia. Riflettendoci, però, ho scelto di dire le cose così come stanno, senza battute a smorzare. Voglio che si sappia la verità che nessuno dice, ma soprattutto voglio che si sappia nella sua essenza più cruda.


Premetto che non mi piace fare di tutta l’erba un fascio. Quando parlo di Pleiadiani, parlo dei vertici, dei sistemi di controllo, degli ordini militari e scientifici con cui ho avuto a che fare. Parlo del livello che ho visto da vicino.

Certo, ci saranno delle eccezioni, come sempre. Ma il mondo pleiadiano, così come l’ho conosciuto io, è marcio fino al midollo.

Quando nella spiritualità si parla di Pleiadiani, molti pensano subito a entità alte, tra l’undicesima e la dodicesima dimensione.

Entità benevole, dicono.

Quelle che in canalizzazione iniziano con: “Amati fratelli e sorelle, vi amiamo immensamente”.

È solo finzione.

Prima di venire sulla Terra ho collaborato a lungo con la famosa Federazione Galattica. Il capo della sezione in cui mi trovavo era Ashtar Sheran.

Federazione Galattica. Quelli che dovrebbero portare ordine, luce ed equilibrio nel cosmo. In realtà volevano solo controllo, supremazia, sottomissione e il via libera a qualsiasi esperimento criminale.

La facciata nascondeva l’orrore. Anche ora, scrivendolo, mi sale un nodo in gola.

Non è stata una mia scelta libera collaborare con loro. La situazione era complessa e, in quel momento, sembrava semplicemente la via d’uscita più facile. Però a un certo punto non ce l’ho più fatta e sono scappata.

Mi hanno braccata, ritrovata, hanno minacciato me e chi mi proteggeva, e infine mi hanno mandata a “rieducare” dai Pleiadiani.

Un popolo in apparenza candido. Lunghe chiome lucenti, occhi chiari, bellezza angelica.

Amore?

No. Assenza.

I vertici pleiadiani, gli ordini militari e gli scienziati non provano amore. Non provano empatia. Non provano emozioni. Le cancellano.

È una tecnologia semplice: zittisce la coscienza e permette di commettere le atrocità più impensabili senza il peso di sentire davvero ciò che si sta facendo.

Così puoi torturare a sangue freddo anche un neonato senza battere ciglio.

Io sono sempre stata ribelle, ma dopo la permanenza con loro mi sono piegata.

Una parola fuori posto? Grotta.

Sì, la reclusione sotto terra, in una cella di isolamento, era uno dei tanti metodi. Io però amavo la terra, ero molto connessa agli elementi, quindi hanno cambiato sistema. Se non potevano sottomettermi con la prigionia, tanto valeva passare ai sistemi di “riscrittura”.

Non ero la sola. Ero una delle tante persone legate ai lettini.

Obbligate a vedere, sentire, memorizzare elementi traumatici, fino a indurre fobie, fino a diventare completamente manipolabili con un piccolo input.

Erano le camere degli orrori dei Pleiadiani, in cooperazione con altri popoli. I famosi popoli della nostra confederazione. Quelli su cui la Federazione avrebbe dovuto vigilare.

Alcune di quelle fobie le porto ancora addosso.

Per sfuggire a tutto questo, alla prima occasione sono passata a un altro popolo, gli Hathors. Aiutata da un generale, mi sono liberata dagli abomini pleiadiani.

Il nuovo popolo non usava quei metodi e, soprattutto, voleva i miei talenti.

La gabbia è diventata dorata, brillante, comoda. L’istinto ribelle è tornato a galla, ma è stato subito sedato con una manipolazione più sottile, fatta per togliermi poco alla volta tutto quello che faceva di me, me.

Diciamocelo: io non piacevo loro.

Non piacevano i miei capelli rossi in un mondo bianco latte, non piacevano le mie fughe per prendere una boccata d’aria, non piacevano le mie pretese, come quella assurda di scegliere per la mia vita.

Infine mi hanno riconsegnata alla Federazione. La scusa ufficiale è stata quella di un’importante missione di risveglio sulla Terra: visto che avevo già camminato nel buio, sapevo come salvare molti.

“Aiuterai”, dicevano.

La vera ragione era usarmi anche qui.

Le mie capacità sarebbero servite a soggiogare le persone nella fase di controllo totale, quella iniziata all’incirca nel 2020.

Per fare in modo che obbedissi senza protestare, mi hanno riattivato molti traumi prima di incarnarmi, anche eventi che avevo già elaborato e guarito.

Si sa, una persona traumatizzata non alza la testa.

Hanno creato una serie di situazioni, nella mia infanzia, per appesantire ancora di più il mio campo e farmi perdere del tutto la stima di me.

Fino a quando, da giovane donna all’inizio del percorso spirituale, non ho riallacciato la consapevolezza del generale hathoriano, quello che in teoria mi aveva salvata dai Pleiadiani.

Per me era una sorta di “spirito guida”. Un’entità immateriale sempre al mio fianco.

E lo era davvero. Solo che non mi guidava: mi controllava.

Controllava ogni mio passo, mi faceva credere di essere una fiamma speciale, un amore millenario. Mi manipolava come voleva.

La Federazione mi ha condizionato per diversi anni, fino a quando non ho iniziato a vedere davvero con i miei occhi. Fino a quando ho ritrovato le briciole seminate nell’esistenza precedente: avevo pianificato la mia incarnazione all’oscuro da loro. Dovevo solo ritrovare un pezzetto alla volta.

Un talento, una capacità, un ricordo. E così via, fino a oggi.

Tutto quello su cui la Federazione, e soprattutto Ashtar Sheran, volevano il controllo, ha iniziato a tornare nelle mie mani.

Certo, hanno provato sia a corrompermi sia a minacciarmi più volte anche in questa vita, ma io mi sono disfatta degli impianti “che servivano solo per monitoraggio e aiuto”. Ho ricucito un buco dopo l’altro. Anche se ci sto ancora lavorando, ho ritrovato la mia autostima e, soprattutto, ho iniziato a essere contattata dai veri alleati, quelli a cui avevo chiesto aiuto prima di venire qui.

Oggi le mie capacità non sono ancora del tutto riaccese, ci sto lavorando ogni giorno, ma sono mie.

Solo mie.

I Pleiadiani e gli Hathoriani, insieme ad altri popoli, sono quelli che stanno portando via le anime dalla Terra.

Sono quelli che torturano donne, uomini e bambini.

Sono quelli che, nei laboratori sotterranei, anche in questo momento, mentre leggi, stanno facendo esperimenti disumani, stanno creando ibridi, stanno giocando a fare gli alchimisti con le nostre vite e con la nostra energia.

Sono quelli che hanno strappato l’anima a molti miei clienti, che hanno eliminato loro simili perché si opponevano, che hanno resettato e mandato innumerevoli esseri in punizione sulla Terra.

Io faccio parte della ribellione.

Ogni notte facciamo saltare un pezzo del loro sistema.

Ogni notte uno di loro ci sussurra nelle orecchie: “Devi solo morire”.

Già.

“Amati fratelli e sorelle, vi amiamo immensamente” è una bella favola.

Voi aprite loro le porte e le coscienze se ne vanno una canalizzazione alla volta. Stanno mandando messaggi, segnali, simboli, tutto per soggiogarvi meglio.

Come facevano con me su quel lettino, con le cinghie strette e senza anestesia.

Potete relegare tutto questo alla fantasia di una persona malata. Potete farvi una risata.

O forse potete farvi venire un dubbio.

I mostri sembrano sempre i buoni, all’inizio.

Solo dopo capisci che erano il popolo degli orrori.


Lorena Laurenti

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