È ARRIVATO IL CIRCO SPIRITUALE
- Lorena Laurenti

- 13 lug
- Tempo di lettura: 4 min

Sempre più spesso vedo operatori che si definiscono guide dell’anima, maestri dell’anima, facilitatori del risveglio, canali di luce, strumenti di guarigione. Poi li guardo e sono vuoti.
- Anima presa.
- Campo interferito.
- Entità addosso.
- Distorsori attivi.
- Canali chiusi.
- Coscienza e presenza ridotte al minimo.
La cosa impressionante è che loro non se ne accorgono. Eppure insegnano agli altri come ritrovare l’anima. Come connettersi alla propria luce. Come risvegliarsi. Come entrare nel cuore. Come alzare la vibrazione.
Vengano vengano, signori e signore! È arrivato il circo spirituale!
Il punto è che non si tratta di pochi casi isolati: oggi una grandissima fetta del mondo olistico e spirituale è in queste condizioni. Non perché tutti siano cattivi o vogliano ingannare consapevolmente, ma perché moltissimi operatori sono i primi a essere controllati, parassitati, addotti, distorti, guidati da qualcosa che non sanno nemmeno riconoscere.
Siamo all’interno di un meccanismo perfetto: la Matrix in cui viviamo non ha bisogno di impedirti di interessarti alla spiritualità, anzi, ti lascia tranquillamente seguire operatori spirituali. Ti lascia fare corsi. Ti lascia comprare percorsi. Ti lascia parlare di anima, luce, pace, amore, vibrazione, manifestazione, guarigione, abbondanza, risveglio.
Ti lascia perfino credere di essere spirituale, l’importante è che tu non ti risvegli davvero.
Devi restare dentro un recinto controllato, guidato da persone che a loro volta sono sotto lo stesso controllo.
Pseudo-risvegliati guidati da pseudo-maestri.
Persone che cercano l’anima da operatori che non hanno più contatto reale con la propria.
Persone che vogliono liberarsi e finiscono nelle mani di chi, energeticamente, è già preso.
Questa è la macchina.
Ti fanno credere di essere sulla strada del risveglio, mentre in realtà ti tengono dentro una spiritualità addomesticata, innocua, controllata.
Una spiritualità che ti consola, ma non ti libera.
Una spiritualità che ti fa sentire speciale, ma ti deresponsabilizza.
Una spiritualità che ti parla di amore, ma non ti mostra cosa ti sta usando.
Una spiritualità che ti riempie di parole belle e guide sbrilluccicanti, ma non ti porta mai davanti alla verità del tuo campo.
A volte, però, la coscienza più profonda inizia a sentire che qualcosa non va.
Si interessa alla spiritualità, segue pagine, video, operatori, percorsi e magari arriva anche ai miei contenuti. Qualcosa la richiama. Sente che qui c’è una verità diversa e capisce che non sto vendendo una favola.
Tuttavia poi la persona non entra davvero, non si abbona, non chiede un’analisi, non inizia un percorso profondo, non fa il passo.
Resta sulla soglia.
Perché?
Perché quando una persona è ancora collegata al sistema, tramite impianti, interferenze, parassitaggi, entità, distorsori o semplicemente attraverso la paura e l’addomesticamento della mente, raramente le viene permesso di accedere a un risveglio reale.
Sentirà attrazione, sì, ma anche diffidenza, resistenza, paura, rimando, confusione, sospetto.
“Non sono pronta.”
“Costa troppo.”
“Magari più avanti.”
“Non so se mi fido.”
“Mi interessa, però…”
E intanto finirà molto più facilmente da chi le dirà ciò che il sistema vuole che senta.
“Sei luce.”
“Va tutto bene.”
“Alza la vibrazione.”
“Manifesti la tua realtà.”
“Fai pace con tutto.”
“Segui il cuore.”
“Sei già perfetta così.”
“I fratelli galattici ti sostengono.”
“I tuoi angeli guida ti sono sempre accanto.”
“Le entità negative non esistono, sono solo forme pensiero.”
Parole belle.
Idee rassicuranti.
Concetti che non disturbano troppo ciò che la tiene prigioniera.
Ma, ragazzi, il vero lavoro dà fastidio. Il vero lavoro ti smonta. Ti mostra chi o cosa ti sta usando. Ti fa vedere dove sei pilotato. Ti costringe a distinguere ciò che è tuo da ciò che ti attraversa. Ti chiede di recuperare anima, presenza, volontà, campo, responsabilità.
Questo il sistema non lo vuole, perciò chi dice la verità viene oscurato il più possibile.
Non sempre sono grandi censure plateali: meno visibilità, meno fiducia spontanea, meno spinta, più sospetto, più fatica nel raggiungere le persone giuste, più resistenza anche in chi sente che qualcosa lo richiama.
Chi è ancora collegato al sistema deve avere una spinta fortissima per sfuggire al sistema. Deve avere una volontà enorme, un punto vivo che non si lascia addormentare e deve riuscire a scegliere la verità anche quando la verità fa paura.
Insomma, diciamocelo, è molto più facile credere al circo spirituale.
È più facile seguire chi ti accarezza.
È più facile affidarsi a chi usa parole luminose.
È più facile credere di essere già risvegliati.
È più facile pensare che basti ripetere frasi a pappagallo, essere grati, ricevere un’attivazione mistica, comprare una tecnica da un giorno e mezzo per essere luce.
Mentre è notevolmente più complesso guardare il proprio campo e chiedersi: “Che interferenze ho addosso?”
“Dov’è la mia anima?”
“Cosa mi sta usando?”
“Cosa parla attraverso di me?”
“Sono libero o sto solo recitando una spiritualità che il sistema mi permette di avere?”
Siamo arrivati al circo spirituale perché il sistema ha capito che non deve più impedire il risveglio: gli basta venderne una copia glitterata.
Luce, amore, fratelli galattici, mamme stellari e angioletti belli, corredati da un “tu sei speciale” e “c’è sempre tempo”.
Una spiritualità controllata dagli stessi aguzzini da cui vorresti scappare.
Poesia pura.
Il circo ha le luci accese, lo spettacolo è confortevole e i biglietti sono gratis, ma fuori dal tendone la realtà non fa sconti a nessuno. Se continui a scegliere le favole, ricordati che stai nutrendo proprio la gabbia da cui credi di evadere.
Se invece hai quel punto vivo dentro che ha smesso di farsi bastare i glitter, se senti che la tua coscienza urla per avere la verità nuda e cruda sul tuo campo... allora sai cosa fare.
Scendiamo dalle giostre. Io sono qui per fare sul serio.
Tu da che parte del recinto hai scelto di stare?
Lorena Laurenti


